Dossier Cellulite

Scritto da Staff Nutrithin1.

La cellulite o più correttamente, secondo la terminologia medica, la panniculopatia edematosa fibro-sclerotica (EFP: Edematous Fibrosclerotic Panniculopathy), più che un inestetismo è una malattia endocrino-metabolica caratterizzata internamente da alterazioni funzionali del sistema circolatorio periferico e da ipertrofia lobulare localizzata del pannicolo adiposo ed esteriormente dalla formazione di sgradevoli ed irregolari granulosità, tumefazioni e noduli.

In condizioni normali sulla pelle c'è omeostasi anatomo-metabolica tra vari strati cutanei, con un microcircolo artero-venoso-linfatico perfettamente funzionale, un connettivo tonico ed elastico in grado di contenere un tessuto adiposo che agisce correttamente quale riserva di energia per l' organismo.
In caso di alterazioni, a prescindere dalla causa, del microcircolo, tale riserva non viene completamente utilizzata quale fonte di energia e si accumula nelle cellule del tessuto adiposo o adipociti, che si rigonfiano aumentando di volume e trattenendo fluidi, generati dal fatto che i capillari venosi, la cui circolazione è rallentata, iniziano a trasudare plasma dalle loro pareti divenute più porose. Anche la circolazione linfatica risulta compromessa e si ha un ridotto drenaggio dei fluidi con conseguente ristagno di scorie o tossine, che si infiltrano nelle intersezioni sottocutanee generando un'infiammazione. In questa condizione, oltre al rigonfiamento degli adipociti, si osserva la riduzione dell' afflusso di sangue arterioso con conseguente peggioramento dell' ossigenazione tissutale ed incremento del ristagno del sangue venoso, nonché la degenerazione delle fibre elastiche e collagene. Il tessuto cellulare posto sotto la mucosa si irrigidisce e si inspessisce, originando piccole tumefazioni (micro noduli di grasso) che tendono via via ad ingrossarsi, deformando le aree cutanee interessate. Con il procedere del processo degenerativo, vengono coinvolte anche le fibre nervose, con ripercussioni dolorose.

Quanto su descritto avviene generalmente in tre distinti stadi o fasi, caratteristici della cellulite: edema, fibrosi e sclerosi.
Nel primo stadio c' è trasudamento di liquidi dai capillari venosi con loro ristagno a causa del rallentamento della circolazione linfatica e accumulo di grasso e fluidi negli adipociti. Fluidi (e tossine) si riversano nei tessuti e tra le cellule adipose provocando ritenzione idrica locale, processi infiammatori e microlesioni dei tessuti capillari, con comparsa di gonfiori o edemi . La cute rimane parzialmente elastica e non restano impronte durature in seguito a compressione. Si inizia ad avvertite pesantezza degli arti inferiori. La cellulite edematosa si manifesta prevalentemente su cosce, glutei, braccia e gambe.
Nel secondo stadio si manifesta un peggioramento sia dell' ossigenazione tissutale dovuta a riduzione dell' afflusso di sangue arterioso, sia del drenaggio con incremento del ristagno di fluidi e scorie che, insinuandosi tra le cellule adipose aumentate di numero, ingrossate e distanziate tra loro a causa del ristagno, producono aree di accumulo di grasso dure al tatto. I setti fibrosi che le separano tendono ad irrigidirsi e ispessirsi. Ed inizia il processo di fibrosi con formazione di piccoli noduli. La pelle appare molle, poco elastica e se "pizzicata" assume il classico aspetto a "buccia d'arancia", fittamente bucherellata, indice di cattiva ossigenazione, fragilità vasale e difficoltà a smaltire i grassi. Si possono sovente notare teleangectasie (capillari dilatati) e qualche piccolo ematoma.
Nel terzo stadio si assiste ad un forte rallentamento del flusso ematico con sclerosi dei tessuti. Nelle aree affette dalla cellulite i noduli sono aumentati, hanno maggiori dimensioni (macro noduli) e sono dolenti al tatto a causa della eccessiva compressione dei nervi. La cute appare fredda al tatto e piena di protuberanze, presentando il tipico aspetto a "materasso". Se "pizzicata" lascia una depressione che dura qualche secondo.. Il pessimo stato di circolazione e l' aumento della fragilità dei capillari inducono un aumento del numero delle teleangectasie, anche ramificate e degli ematomi.

La cellulite rappresenta il più grave inestetismo femminile interessando circa il 90 % delle donne: le zone colpite sono cosce, glutei, gambe e braccia, che rappresentano le aree più sensibili all' attività degli estrogeni, che sono i responsabili primari della ritenzione idrica, dell'accumulo di grassi e delle alterazioni del connettivo. La cellulite è fortemente legata al ciclo femminile e tende a svilupparsi nel periodo dei cambiamento ormonali, ovvero : 

  • durante la pubertà
  • nel periodo precedente il ciclo, soprattutto in caso di sindrome pre-mestruale, quando può apparire il cosiddetto aspetto "a materasso"
  • in gravidanza quando sale il livello degli estrogeni che comporta aumento di appetito, miglioramento dell' umore, accumulo di liquidi nei tessuti con il feto che preme sui vasi, aggravando la situazione circolatoria magari già non perfetta, con segni di stasi
  • durante la menopausa.

L' uomo è molto meno colpito dalla cellulite, essenzialmente a causa del ridotto livello circolante di estrogeni. Inoltre il tessuto connettivo forma come un saldo strato omogeneo di contenimento per il tessuto adiposo presente in minor quantità rispetto alla donna e che si annida preferenzialmente intorno al collo e all' addome.
Nella donna invece il tessuto connettivo non appare come uno strato omogeneo, ma presenta piuttosto lacunosità meno capaci di resistere alla pressione di un tessuto adiposo, che tende ad aumentare fino a traboccare, formando le classiche irregolarità.
La cellulite non è un sinonimo di obesità, sebbene le donne obese siano maggiormente prone alla malattia. Capita, e non raramente, che anche donne magre con una pelle apparentemente sana e soda possa manifestare la cellulite, in quanto presentano un tessuto connettivo poco elastico in grado di cedere al minimo accumulo di grasso. Ma è vero anche l' opposto, cioè che una donna obesa, sia dotata di un tessuto connettivo molto elastico, che permette all' adipe di adagiarsi all' interno delle lacunosità senza straripare.

Cause che provocano l'insorgenza della cellulite

Sono numerose le cause, primarie ed aggravanti, che giocano un ruolo nell' insorgenza e nella progressione della cellulite e che passiamo ad illustrare.

Cause primarie

Predisposizione genetica: è assodato che alterazioni del microcircolo, ritenzione idrica e stasi circolatoria, estrogeno-dipendenti si tramandano tra per via familiare.

Razza di appartenenza: le donne di razza bianca sono molto più prone alla cellulite rispetto a quelle di altre razze. Ad esempio, la conformazione "a pera" è una prerogativa della donna bianca mediterranea.

Fattori ormonali: come già accennato, gli ormoni femminili (estrogeni), prodotti dalle ovaie o di origine sintetica (pillole anticoncezionali o terapie di supporto alla menopausa) sono primariamente coinvolti nella cellulite, in quanto favoriscono il deposito di adipe nel tessuto sottocutaneo in special modo nelle regioni delle cosce, glutei, ginocchia, caviglie e in minor misura sull' addome. Sono anche causa di ritenzione idrica. Come regola, in generale, la cellulite diminuisce dopo la menopausa, in assenza di trattamento ormonale sostitutivo. Di contro, l' invecchiamento comporta perdita del tono cutaneo e ridotta efficienza del tessuto connettivo: due pecche che possono favorire la cellulite.

Cause aggravanti

Problemi circolatori: una ridotta efficienza della circolazione localizzata negli arti inferiori produce ritenzione idrica, edemi e cellulite. Una cattiva circolazione può essere attribuita a:

  1. una muscolatura di poco efficiente, ascrivibile a sedentarietà o ad un dimagrimento eccessivamente rapido. Il moto aiuta a mantenere efficiente muscolatura, circolazione e metabolismo aiutando a bruciare i grassi e a prevenire la stasi circolatoria;
  2. una postura sbagliata. Stare seduti a lungo, specialmente con le gambe accavallate rallenta la circolazione a causa della compressione dei vasi, che si ottiene anche con un abbigliamento troppo stretto (ad esempio jeans troppo attillati).

Stazionare immobili per molto tempo in piedi provoca stasi circolatoria, poiché il sangue fa fatica a risalire dagli arti inferiori. Scarpe troppo strette o con tacco troppo alto, ostacolano il ritorno venoso e linfatico e impediscono il corretto funzionamento della "pompa venosa”, un reticolo venoso situato sotto i nostri piedi, che viene compresso dopo ogni passo e subito dopo imprime una spinta verso l'alto al sangue, impedendogli di ristagnare.

Dieta scorretta: una dieta scorretta con l'introduzione eccessiva di cibi iperconditi, ricchi di grassi e di sale favorisce accumulo di adipe localizzato, ritenzione di liquidi, "intossicazione" generale dell'organismo.

Stile di vita: Sovrappeso, alcool, fumo, vita frenetica, stress, scarso riposo, ecc. sono tutti fattori, che associandosi ad altre cause, contribuiscono a determinare, con diversi meccanismi, le modificazioni metaboliche in grado di indurre la formazione di cellulite.

Strategie anti-cellulite

La cellulite può essere combattuta, senza abbassare la guardia, solo usando una strategia che contempli dieta, attività fisica e trattamenti localizzati, sia di tipo estetico che di tipo medico (nei casi estremi).

La dieta
Una dieta equilibrata, ricca di sapori, deve essere il prerequisito di una strategia anticellulitica. Occorre pertanto bandire dalla tavola cibi che facilitano la ritenzione idrica o che ostacolano l' azione depurativa del fegato, quali cibi grassi, iperconditi e ricchi di sale, formaggi stagionati, insaccati, carni affumicate, cibi in scatola, conserve, salse, piatti pronti o surgelati, caffè, cioccolato, bevande alcoliche, fritture, ecc.).
Le abitudini alimentari debbono essere indirizzate verso un regime disintossicante, equilibrato, facilmente digeribile e, se necessario, ipocalorico, privilegiando alimenti che favoriscono l' eliminazione dei liquidi in eccesso, rafforzano i capillari e migliorano la circolazione del sangue.
Il sodio (la cui assuzione non dovrebbe superare 1,5g al giorno come raccomandato dall'Autorità europea per la sicurezza alimentare EFSA) trattiene i liquidi, che occupando gli interstizi tra le cellule, ostacolano la circolazione.
Occorre pertanto:

  1. bere molto, non meno di 1,5-2 litri di acqua al giorno, per stimolare la diuresi e permettere un'eliminazione ottimale di scorie. L' acqua può essere sostituita da tè o tisane poco o meglio non zuccherati;
  2. utilizzare cibi leggeri, quali pesce, carne bianca, formaggi magri, cereali, ortaggi e legumi,ecc., più facili da digerire e parzialmente disintossicanti, che non costringono l'apparato digerente ad un lavoro eccessivo;
  3. assumere frutta e verdura, ricche di fibre (che favoriscono il transito intestinale, la stipsi e l'evacuazione delle scorie alimentari, riducendo l'assorbimento di zuccheri e grassi), liquidi (stimolano la diuresi) e potassio (contrasta l'azione del sodio); esse contengono inoltre cospicui livelli di antiossidanti e disintossicanti, quali vitamina C, tocoferoli e bioflavonoidi, in grado di rinforzare la parete dei capillari e rendere la circolazione più efficiente. Se frutta e verdura gonfiano eccessivamente si possono consumare sotto forma di succhi e frullati. Da evitare frutta eccessivamente dolce quale uva, fichi e banane;
  4. evitare fumo ed alcool, che inducono la generazione di specie reattive e radicali liberi, che danneggiano ulteriormente il microcircolo e contribuiscono ad accelerare l' invecchiamento cutaneo.

L'attività fisica
L'attività fisica non solo è necessaria ad incrementare la combustione dei grassi e quindi ad avere un fisico asciutto, ma aiuta anche a tonificare i muscoli e a stimolare la circolazione. L'esercizio fisico richiede non meno di 30 minuti al giorno, un periodo di tempo ideale per ottenere risultati concreti e mantenersi in forma. Sono pertanto utili per stimolare l' ossigenazione dei tessuti e la circolazione e per mobilizzare i grassi di deposito: la ginnastica di tipo aerobico, il nuoto (sfrutta anche l'azione di idromassaggio indotto dai movimenti del corpo nell'acqua), la bicicletta o, in alternativa, la cyclette, lo jogging, le passeggiate, l'atletica leggera.
Può giovare anche la ginnastica passiva: essa viene eseguita tramite uno stimolatore elettrico, che serve per far contrarre involontariamente i muscoli rendendoli più tonici e riattivando la circolazione.

Utilizzo di fitoterapici per integratori
Sono spesso usati, sotto forma di integratori, creme, gel ecc. estratti di piante dalle riconosciute proprietà terapeutiche. Per migliorare la microcircolazione le sostanze più efficaci sono il mirtillo nero, l'ipocastano, il rusco, l'hamamelis, il meliloto e il gingko biloba; come drenanti sono usati il tè verde, la pilosella, il tè di Giava, il gambo d'ananas, la betulla e il tarassaco e come lipolitici, la caffeina, il guaranà, l'arancio amaro, il pompelmo, la quercia marina. Quest' ultima contiene iodio e c' è da sottolineare che tale elemento, anche se somministrato per via topica su vaste aree, può indurre manifestazioni di ipertiroidismo iatrogeno, tachiaritmia, nervosismo, ansia, insonnia, ecc.

Massaggio estetico
Massaggi e frizioni aiutano a drenare i liquidi in eccesso con riduzione di gonfiori e pesantezza alle gambe.

Idromassaggio
Il flusso sulla pelle delle "bollicine" prodotte da un apparecchio può essere sfruttato per un' azione levigante, rassodante e drenante sui liquidi interstiziali.

Termoinfiltrazioni
Terapia farmacologica non chirurgica, che grazie a delle piccole iniezioni agisce nel tessuto connettivo sottocutaneo.

Ionoforesi
Una corrente continua passa da un polo all'altro permettendo l'assorbimento di principi attivi eanticellulitici.

Linfodrenaggio
Massaggio manuale che serve a riattivare la circolazione linfatica e klo smaltimento di tossine dagli arti inferiori verso il tronco sfruttando movimenti manuali lenti, utilizzando una pressione molto bassa (max 40mmHg).

Pressoterapia
E' un linfodrenaggio svolto da una macchina, utile particolarmente in pazienti che oltre alla cellulite presentano edema e gonfiori. Si effettua inserendo le gambe in speciali gambali che, gonfiandosi e sgonfiandosi ritmicamente, drenano i liquidi, riattivano la circolazione ed hanno un'azione rilassante. Sono controindicate patologie, quali varici, flebiti, problemi renali e cardiaci ecc, per cui è consultare il medico, prima di sottoporsi al trattamento.

Mesoterapia
Trattamento di esclusiva pertinenza medica, che consiste in iniezioni locali, intradermiche e/o sottocutanee, con aghi e iniettori speciali, di piccole dosi di farmaci, spesso in cocktail, ad azione lipolitica, drenante e vasoprotettrice, a seconda del problema. Il trattamento può causare dolore sulla zona trattata, oltre a leggero gonfiore e qualche piccola ecchimosi.

Microterapia
E' simile alla mesoterapia; si effettua con un piccolo dispositivo a ventosa chiamato SIT (Skin Injection Therapy) munito nella cavità di un piccolissimo ago, lungo appena 2 mm. che, per le sue modeste dimensioni, non arriva a stimolare le terminazioni nervose e quindi non causa dolore.

Endermologia
Permette un trattamento specifico del tessuto connettivo, teso a riattivare la microcircolazioe artero - venosa e linfatica e il metabolismo delle cellule del connettivo.
soprattutto quando sono presenti alterazioni del profilo e cedimenti dei tessuti. Consiste in un "massaggio" computerizzato eseguito per mezzo di un manipolo dotato di rulli mobili che sollevano, spremono e comprimono la cute, permettendo un buon rimodellamento della silhouette.

Elettrostimolazione
Una forma di ginnastica passiva, che aiuta a tonificare e a rassodare i tessuti.

Ultrasuoni
Onde sonore ad alta frequenza, utilizzati già da tempo in campo medico per la loro capacità di produrre calore (azione diatermica). La frequenza degli ultrasuoni usati per combattere la cellulite (3 MHz) è tale da permetterne la penetrazione ad una profondità di 2-3 cm., dove provocano un movimento in seno ai liquidi ristagnanti e rompono le cellule di grasso, permettendo il riassorbimento di queste sostanze nel torrente circolatorio.

Elettrolipolisi
Tramite l'applicazione sottocutanea di coppie (da 6 a 12) di aghi sottili si fa passare una corrente elettrica a bassa frequenza, che induce la formazione di una rete di campi magnetici in grado di mobilizzare i depositi di grasso.

Ossigeno-ozono terapia
Una miscela di ossigeno e ozono, iniettata sotto cute mediante microiniezioni provoca un effetto lipolitico e drenante, con riduzione delle circonferenze e rivitalizzazione dei tessuti circostanti.

Lipoaspirazione
Si effettua risucchiando il grasso tra la pelle e lo strato muscolare mediante l'inserimento, nelle piccole incisioni praticate dal chirurgo, di cannule sottili lunghe circa 12-15 cm. e collegate ad una macchina aspirante.

Liposcultura superficiale
Si procede in maniera simile alla metodica appena descritta, agendo però più in superficie e cioè appena sotto il derma.

Liposcultura ultrasonica
Sfrutta l'azione degli ultrasuoni per frantumare le cellule di grasso; apposite cannule aspirano il grasso fluidificato.

Microliposuzione
Praticata per piccole adiposità localizzate: guance, doppio mento, caviglie, ginocchia, ecc. Si esegue con cannule estremamente ridotte nel calibro, collegate a siringhe per l'aspirazione.

Laserlipolisi interstiziale
La luce emessa dal laser genera un calore che altera la membrana della cellula adiposa fino a provocarne la distruzione. Il grasso si aspira quindi con un grosso ago. Si usa per ridurre cuscinetti localizzati. L'intermittenza della luce laser e il suo raggio ridotto fanno sì che i tessuti circostanti non possano essere danneggiati in alcun modo.

La nostra battaglia contro la cellulite mira essenzialmente alla riduzione del tessuto adiposo in eccesso tramite l'uso combinato di un integratore e di una crema, ricchi in principi attivi lipolitici, drenanti e attivanti il microcircolo in associazione ad una dieta idonea e ad una moderata attività fisica.

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